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L'insegnamento di un Maestro:
"Sii diligente e perseverante.
L'arte marziale richiede un duro allenamento.
La roccia è piu dura dell'acqua, ma l'acqua consuma e porta via lentamente la roccia dura.
E' soltanto attraverso un allenamento paziente che possiamo raggiungere le nostre mete e possiamo
vedere buoni risultati per i nostri sforzi.
Un allenamento regolare è essenziale.
E l'unico modo per progredire, è mai, mai smettere di praticare".
Cio' che e' bene sapere sul Karate-do Tradizionale:
- E' un'arte in cui si insegnano, attraverso programmi ben precisi e graduali, le tecniche fondamentali di autodifesa e le loro applicazioni;
- E' alla portata di tutti, dai cinque anni in poi;
- L'autodifesa praticata con il Karate-do Tradizionale non e' basata sull'esaltazione della forza fisica, ma sulla massima valorizzazione delle capacita' sia fisiche che mentali presenti in ognuno di noi;
- E' un'arte antica, tramandata da secoli, da Maestro a Maestro fino ai nostri giorni;
- E' formativo ed educativo e consigliato per problemi di postura, scoliosi, dorso curvo ecc.
- E' una disciplina che insegna il rispetto verso gli altri e verso se stessi. Lo studio delle tecniche non ha come fine il vincere o il prevalere agonisticamente, ma lo sviluppo e l'utilizzo delle proprie potenzialita' sia fisiche che mentali in armonia con i propri compagni.
- L'allenamento continuo e coscienzioso conferisce al corpo vigore, elasticita' e benessere.
- Rende consapevoli delle proprie capacita' facilitando con cio' l'acquisizione di una maggiore fiducia in se stessi.
L'INSEGNANTE DI KARATE-DO TRADIZIONALE:
Le tradizioni, il codice etico ed il modello di comportamento del Budo e quanto riguarda tutte le arti giapponesi, marziali e non, possono essere fatte risalire a molti secoli addietro.
Uno degli aspetti piu' importanti di tale patrimonio e' la figura del Maestro e delle sue responsabilita'.
Le responsabilita' di un insegnante di KARATE-DO sono paragonabili alla bussola, in quanto:
- INDIRIZZA I SUOI ALLIEVI NELLA GIUSTA DIREZIONE;
- SI GUADAGNA IL RISPETTO E LA FIDUCIA DEI SUOI ALLIEVI DANDO L'ESEMPIO DEL MIGLIOR CARATTERE E COMPORTAMENTO POSSIBILI;
- ATTRAVERSO UN CONTINUO SFORZO AUTODIDATTICO PER MIGLIORARE IL PROPRIO LIVELLO TECNICO, EGLI RIMANE SEMPRE AL DI SOPRA DELLO SVILUPPO DEI SUOI ALLIEVI, MOSTRANDO ANCORA UNA VOLTA LA VIA;
- ANALIZZANDO ACCURATAMENTE LE CONDIZIONI FISICHE E MENTALI DI CIASCUNO DEI SUOI ALLIEVI, EGLI E' MAGGIORMENTE IN GRADO DI GUIDARLI NELLA DIREZIONE PIU' FAVOREVOLE AL LORO SVILUPPO;
- UN ISTRUTTORE, UN ALLENATORE O UN MAESTRO, CON LA SENSIBILITA' DI UNA BUSSOLA, DEVONO INDICARE A CIASCUNO IL COMPITO E LA DIREZIONE PER RAGGIUNGERE I PIU' ALTI LIVELLI DEL KARATE-DO TRADIZIONALE
I VENTI PRECETTI DEL MAESTRO G.Funakoshi:
- Il karate comincia e finisce con il saluto
- Nel karate non c'è primo attacco
- Il karate incoraggia la rettitudine
- Prima conosci te stesso, dopo cerca di conoscere gli altri
- Piuttosto che tecniche fisiche, tecniche mentali
- Lascia che il tuo pensiero vaghi liberamente
- Disattenzione e negligenza sono fonte di sfortuna
- Il karate non si pratica solo nel dojo
- Il karate è una ricerca che si protrae per tutta la vita
- Qualsiasi cosa incontri essa rappresenta un aspetto del karate;trova in essa la verità
- Il karate è come l'acqua che bolle, se non si tiene la fiamma alta diventa tiepida
- L'importante non è vincere, ma non perdere
- Replica in conformità agli attacchi del tuo avversario
- Inizia il combattimento con una strategia semplice
- Considera le tue mani ed i tuoi piedi come spade affilate
- Quando apri la porta pensa di trovarti davanti a diecimila nemici
- Come principiante impara tutte le varie posizioni, ma poi assumi quella più naturale
- Il kata deve essere praticato correttamente, il combattimento reale è un'altra cosa
- Non dimenticare mai la tua forza e le tue debolezze, i limiti imposti dal tuo fisico e la relativa qualità delle tue tecniche
- Perfeziona in continuazione la tua mente
Scritto del Maestro Tetsuji Murakami:
"Nel Karate non si può raggiungere lo spirito senza passare attraverso il corpo, vincere l'avversario senza vincere se stessi...
...attraverso la nostra ricerca arriveremo ad una conoscenza approfondita di noi stessi, poi all'armonia con l'universo, poi al silenzio.
In questo silenzio percepiremo l'avversario, la sua presenza, il suo corpo, la sua respirazione, le sue intenzioni.
Questo avversario cercherà di rompere la nostra armonia.
Un solo istante passerà tra la sua decisione e il suo movimento.
In quell'intervallo di tempo, per minimo che sia, noi agiremo.
Nel Budo il combattimento comincia al momento in cui percepiamo
la presenza aggressiva dell'avversario e termina all'inizio del suo movimento.
In un vero combattimento di Budo ci sono pochissimi movimenti.
L'uomo superiore deve essere in grado di donare la pace".
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